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Adottati con decreto i criteri
generali per la classificazione dei programmi televisivi "i cui
contenuti possono nuocere gravemente allo sviluppo fisico, psichico o
morale dei minori" e che potranno essere trasmessi solo nelle ore
notturne ad accesso condizionato.
Come previsto dall'art. 34 del Testo Unico dei Servizi di media
audiovisivi, il Ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha
recepito, apportando alcune modifiche, i criteri proposti dal Comitato
Media e Minori d'intesa con l'Agcom.
Sono stati individuati gli ambiti tematici: violenza, sessualità,
tematiche sociali, relazionali e comportamentali; e le modalità
rappresentative: rappresentazione esplicita, durata dell'inquadratura,
intensità della rappresentazione (grado di insistenza, livello di
realismo), ripetizione/frequenza di un certo contenuto all'interno di un
testo, gratuità delle scene rispetto all' economia della narrazione nel
suo complesso.
Basterà una sola delle suddette modalità rappresentative che
caratterizzino il programma nel suo insieme o una o più parti di esso (applicata
a ciascuno degli ambiti tematici) a far scattare la classificazione di
programma "gravemente nocivo".
Filippo Lucci, Commissario del
Comitato Media e Minori, ha espresso soddisfazione per l'approvazione
delle nuove disposizioni. Ha però sottolineato la necessità che
l'Autorità adotti in tempi rapidi la disciplina di dettaglio relativa ai
dispositivi tecnici idonei a escludere che i minori vedano tali
programmi.
Il Comitato ha anche rilevato che, se da un lato viene vietata la
trasmissione diurna di contenuti "gravemente nocivi", resta però
possibile la trasmissione in orari notturni di contenuti pornografici o
di violenza gratuita, anche se criptati, che invece la Direttiva Ue,
all'art. 27, comma 1, tassativamente vieta. Al riguardo risulta una
richiesta di chiarimenti da parte della Commissione europea in merito al
recepimento della Direttiva anche sui programmi gravemente nocivi.
Il Decreto chiarisce, nel suo allegato, il concetto di violenza. Intesa
come "rappresentazione esplicita e/o dettagliata dell'esercizio di
violenza gratuita o insistita o efferata e delle sue conseguenze (lesioni,
morte), ai fini di tortura o perversione; esaltazione della violenza sia
all'interno della famiglia sia in ambito politico, religioso, razziale,
sessuale". Il concetto di sessualità, "intesa come pornografia e come
presenza, all'interno della rappresentazione di relazioni sessuali, di
elementi perversi e/o devianti che portano alla degradazione
dell'individuo". Il concetto di tematiche sociali, relazionali e
comportamentali intesi come "rappresentazione legittimante o esaltante
di comportamenti di discriminazione, offensivi dei diritti fondamentali
dell'individuo e della dignità della persona, l'istigazione alla
commissione di reati, all'abuso di alcool e all'utilizzo di sostanze
stupefacenti, rappresentazione induttiva di emulazione di atteggiamenti
e comportamenti pericolosi socialmente o individualmente, esaltazione
del male nelle sue forme più estreme".
I giovani trascorrono molto tempo davanti alla Tv. Evidente quindi la
necessità che si vigili perché non siano soggetti passivi davanti a una
programmazione che possa essere nociva per l'equilibrio psico-fisico dei
minori.
Un provvedimento, quello del Ministro Romani, molto atteso, viste anche
le continue violazioni del Codice di autoregolamentazione Tv e minori
che solo nel 2010 sono aumentate del 60% rispetto a quelle del 2009 e
del 150% rispetto a quelle del 2008.
L'attività del comitato ha riguardato
anche servizi giornalistici trasmessi in fascia protetta, cartoni
animati destinati ad un pubblico adulto e trasmessi in orari non
consentiti, e le trasmissioni di reality, che prevedevano finestre in
fascia protetta.
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