CAMBIAMENTO NEL DECRETO MILLEPROROGHE: ELIMINATI I TAGLI ALLE EMITTENTI LOCALI
Alla vigilia dell'approvazione da parte del Parlamento del Decreto Milleproroghe esultano i maggiori esponenti del panorama del mondo della radiotelevisione per la modifica del testo che, nella sua bozza originaria, prevedeva ingenti tagli ai contributi da destinare a tutte le emittenti locali, i giornali dei consumatori e degli italiani all'estero.
A fronte dell'iniziale proposta del Decreto, che avrebbe comportato rilevanti danni in termini economici e di risorse umane, numerose ed unanimi erano state le dichiarazioni di dissenso delle Associazioni FRT (Federazione Radio Televisone) ed Aeranti-Corallo e del Presidente del Corecom Lazio e del Coordinamento dei Corecom Francesco Soro.
La FRT aveva infatti dichiarato: "in un sol colpo il Decreto Milleproroghe ha azzerato 45 milioni di euro destinati dalla legge di stabilità 2011 all'emittenza radiotelevisiva locale, oltre ad ulteriori fondi a sostegno dell'editoria e del digitale terrestre. Senza dubbio questo potrebbe essere il colpo decisivo assestato dal Governo Berlusconi all'emittenza locale che potrebbe portare al definitivo tracollo del comparto già messo a dura prova da una serie di azioni attuate proprio attraverso la Legge di stabilità recentemente approvata dalle Camere. Ricordiamo infatti che questo provvedimento ha previsto la sottrazione alle tv locali di ben nove frequenze (canali da 61 a 69) da destinare alla telefonia mobile, oltre ad una delega in bianco al Ministero dello Sviluppo Economico al fine di fissare nuovi e pesanti obblighi per gli operatori televisivi locali. Tutto ciò proprio nel momento in cui lo stesso Governo si appresta ad assegnare gratuitamente ad alcune reti nazionali alcune frequenze coordinate del cosiddetto dividendo interno. L'Associazione Tv locali della FRT desidera portare a conoscenza dell'opinione pubblica che il perdurare dell'azione governativa a danno dell'emittenza locale porterà fatalmente ad un inasprimento della crisi del sistema, alla perdita di numerosi posti di lavoro oltre che ad una riduzione se non addirittura alla scomparsa della pluralità dell'informazione sul territorio. I cittadini sapranno senza dubbio chi ringraziare".
Anche Aeranti Corallo evidenziava come con il decreto legge Milleproroghe approvato dal Consiglio dei Ministri, il Governo ha soppresso lo stanziamento di 45 milioni di euro introdotto qualche giorno fa dalla legge di Stabilità 2011 riducendo così in modo rilevante il fondo relativo alle misure di sostegno per le radio e le tv locali. In relazione a ciò, l'avv. Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti - Corallo, l'associazione di categoria che rappresenta oltre 300 imprese televisive locali e circa 700 imprese radiofoniche locali, ha dichiarato: "È gravissimo che il Governo, dopo la soppressione delle provvidenze editoria, ora abbia soppresso anche la reintegrazione delle misure di sostegno che rimangono, quindi, operative per importi molto limitati. Tale provvedimento - ha aggiunto Rossignoli - incide profondamente sulla capacità imprenditoriale delle emittenti locali, già provate dalla crisi del mercato pubblicitario e impegnate nella realizzazione di rilevanti investimenti per la transizione al digitale. In un contesto in cui l'Agcom ha previsto l'assegnazione a titolo gratuito di sei frequenze televisive per la diffusione a carattere nazionale (c.d. "beauty contest") - ha proseguito Rossignoli - le misure governative nei confronti delle emittenti locali appaiono assolutamente ingiustificabili. Tali misure, infatti, avranno come conseguenza un ulteriore ridimensionamento dell'emittenza locale, con evidenti ricadute sul pluralismo e la concorrenza, nonché sull'occupazione del settore. Occorre - ha concluso Rossignoli - che il Governo prenda coscienza del ruolo che l'emittenza locale ha per l'informazione sul territorio e riveda immediatamente la propria inaccettabile scelta".
Francesco Soro, Presidente Corecom Lazio e Coordinamento dei Corceom aveva aggiunto: "E' un grave errore sottrarre risorse alle tv locali, ciò significherebbe non soltanto recare danno ad un'industria che rappresenta un'autentica ricchezza culturale del Paese e dei suoi territori, ma soprattutto mettere a repentaglio migliaia di posti di lavoro - aggiunge. Il taglio delle risorse rischia di pregiudicare la rivoluzione digitale, che è a metà del cammino e per essere completata non può prescindere da una forte convergenza tra le forze politiche, i player industriali e i territori. E' certamente importante che il Governo si adoperi per recuperare le risorse dal terzo settore ma certo non è possibile che lo faccia a danno delle tv locali e delle migliaia di ragazze e ragazzi che lavorano ogni giorno con passione. Mi auguro pertanto ci sia spazio per un ripensamento da parte del Governo".
Sembra quindi che tali dichiarazioni siano state ascoltate dal Governo che ha apportato rilevanti modifiche nel testo del Decreto per quanto riguarda i contributi destinati alle emittenti locali, determinando così una conquista che va aldilà di ogni schieramento politico, in favore di tutti i cittadini..





