TV ABRUZZESI E MINORI: CORECOM E UNITE GUARDANO AI PIU' PICCOLI


 

"TERAMO - Stamattina presso l'Università degli studi di Teramo si è tenuto uno stimolante incontro volto alla presentazione di un progetto che ha come tema la tutela dei minori da parte delle Tv locali abruzzesi. “Il progetto nasce dal felice incontro tra le esigenze di comunicazione istituzionale del Co.Re.Com Abruzzo (Comitato Regionale per le comunicazioni) e la creatività degli studenti della Facoltà di Scienze della comunicazione dell'Università di Teramo – spiega Filippo Lucci, presidente del Comitato – ed ha lo scopo di far conoscere entrambe queste realtà al pubblico delle Tv locali della regione, per stimolare in queste ultime una maggiore attenzione ad una corretta informazione e alla sperimentazione di nuovi linguaggi”. Il sindaco della città, Maurizio Brucchi e il Preside della facoltà di Scienze della comunicazione, il professor Luciano D'Amico, che erano tra le autorità sedute al tavolo dell'aula tesi della Facoltà di giurisprudenza, hanno aperto l'incontro mostrando il più vivo interesse per i problemi critici della tutela dei minori da parte dei media locali, avanzati dai promotori del progetto. Lucci sottolinea, infatti, che è di fondamentale importanza concentrarsi sulle regole da seguire per le emittenti locali. “Con la proposta del progetto 'C'era una volta un bosco di antenne', questo incontro vuole anche sensibilizzare – afferma Lucci – gli operatori del settore, invogliandoli a dedicare più spazio a programmi per bambini. Co.Re.Com e la Facoltà di Scienze della comunicazione ha intenzione di fornire formati Tv modello, come questo”. “Il progetto 'C'era una volta un bosco di antenne' – interviene il professor Gabriele D'Autilia, coordinatore del lavoro insieme al professor Andrea Sangiovanni – sarà realizzato interamente dagli studenti, che si metteranno alla prova e che dimostreranno, a discapito di quel che si dice spesso nelle alte sfere, che la Facoltà di Scienze della comunicazione è una Facoltà valente”. La puntata zero, 'Smarriti in un bosco di antenne', realizzata dagli studenti del master di giornalismo dell'Università di Teramo, racconta bene la funzionalità dello stesso progetto: è un breve viaggio tra le antenne abruzzesi in cui i minori raccontano il loro punto di vista attraverso gli schermi, ovvero che cosa amano e che cosa detestano, che cosa gli fa paura e che cosa li fa ridere. Dall'altra parte poi ci sono le opinioni degli adulti, dei direttori delle principali antenne abruzzesi, che descrivono la difficile sfida di raccontare il mondo ad un bambino. Durante il successivo dibattito in cui sono intervenuti Maria Pia Caruso, responsabile dell'Ordine dell'Ufficio Gabinetto AgCom, Ida Cortoni, Coordinatrice dell'osservatorio Media e Minori dell'Università “La Sapienza” di Roma, Alfredo Giovannozzi, direttore di Teleponte, Elisa Manna del Comitato Media e Minori, Gianfranco Noferi, direttore RaiSat Ragazzi e Anna Maria Cappa Monti, presidente del Comitato Unicef Abruzzo, sono state illustrate ed analizzate le maggiori difficoltà che i media locali affrontano ogni giorno nel trattare il delicato tema della tutela dei minori, tutti argomenti snocciolati nelle sette puntate che verranno realizzate nel corso del 2011 di 'C'era una volta un bosco di antenne'.I temi spaziano dalla regolamentazione da seguire fino all'etica del giornalista tenendo presente il forte impatto delle immagini e la grande penetrazione delle televisioni. Insomma, il progetto presentato questa mattina nelle aule dell'Università di Teramo e che verrà diffuso attraverso gli schermi di tutte le Tv locali dell'Abruzzo, vuole essere un viaggio nell'identità dell'Abruzzo facendo dei più piccoli i protagonisti.